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giovedì 13 luglio 2017

TRE DOMANDE A… Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Eva Degl'Innocenti, l'archeologa toscana che da dicembre 2015 dirige il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, ci ha concesso una lunga intervista anticipando le linee di sviluppo del prestigioso Istituto cui è a capo, oggi al centro di un rinnovato interesse nel dibattito cittadino.



 1. Direttrice, facciamo il punto sulle iniziative in corso. Il Museo ha ottenuto un finanziamento di 2.507.000 euro per il progetto “MArTA 3.0”, destinato alla digitalizzazione del patrimonio archeologico e alla realizzazione di nuovi apparati multimediali.

Il progetto “MArTa 3.0” è in corso. In questo momento stiamo finalizzando i vari capitolati tecnici delle prossime gare; la prima, relativa alla progettazione definitiva, è stata espletata. Un team di professionisti esterni coadiuva il RUP (responsabile unico del procedimento) che sono io per stilare insieme il disciplinare ed il contenuto dei vari capitolati tecnici.

martedì 20 gennaio 2015

TRE DOMANDE A… il prof. Emanuele Greco, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene

Il prof. Emanuele Greco.

Targato TA torna a occuparsi di archeologia e lo fa contattando uno dei più insigni studiosi della materia, il professor Emanuele Greco. Con la consueta formula delle “tre domande” gli abbiamo chiesto delle potenzialità ancora inespresse della ricerca in città e del ruolo che può svolgere il Museo Nazionale, anche alla luce della recente riforma del MiBACT.
Tarantino, formatosi fra Bari, Roma e Heidelberg, Emanuele Greco ha insegnato nelle Università di Salerno e Napoli. Durante la sua attività accademica si è dedicato soprattutto ai temi della topografia e dell’urbanistica nel mondo greco, pubblicando numerosi studi sulla colonizzazione in Occidente. Ha condotto importanti missioni di scavo a Sibari, Poseidonia, Laos ed avviato un programma di ricerca proprio su Sparta, madrepatria di Taranto.
Dal 2000 dirige la prestigiosa Scuola Archeologica Italiana di Atene.

Professor Greco, Lei vanta una lunga attività di ricerca sul campo, sia in Italia che in Grecia. In una città come Taranto, nella quale le esigenze della vita urbana contemporanea devono per forza di cose convivere con quelle dell’archeologia, gli interventi sul territorio si limitano da sempre ai soli scavi preventivi o “di emergenza”, in relazione ai tanti cantieri edili. Le note ristrettezze economiche cui sono costretti gli enti di tutela, nonché l’assenza di radicate istituzioni universitarie, impediscono per il momento il varo di una vera programmazione, finalizzata, per quanto possibile, alla comprensione della realtà urbana antica nel suo complesso. Eppure Taranto può ancora offrire occasioni di non poco conto, potenzialmente utili non solo alla ricerca scientifica ma anche al recupero di interessanti monumenti da visitare. Da Villa Peripato all’ex mercato coperto, passando per i giardini dell’ospedale militare fino alle aree extraurbane di Satùro e della chora, quali potrebbero essere a suo avviso le priorità e che strumenti sarebbe utile adottare affinché agli scavi faccia poi seguito un non meno importante piano di gestione e fruizione?

R/  Le rispondo con il richiamo alla memoria di un episodio da me vissuto oltre 20 anni fa. A quel tempo il mio caro amico Ezio Stefàno era senatore e si fece promotore di un disegno di legge che, sulla falsa riga di quello di Roma Capitale, prevedeva un forte stanziamento a favore dell’archeologia tarantina. Ezio venne con Lucio Pierri (entrambi con me ex alunni dell’Archita) a trovarmi a Paestum e ne parlammo a lungo. La concordia era totale nell’individuare come area da esplorare in via prioritaria tutta la fascia nord della città, quella che affaccia sul Mar Piccolo e che è occupata dalle installazioni della Marina: si tratta di 70 ettari di città antica, un autentico polmone nel quale potrebbero convivere cultura e verde, due valori oggi latitanti. Naturalmente sarebbe un progetto da realizzare in tempi abbastanza lunghi ma non biblici. A parte le emergenze oggi regolabili con la legge sull’archeologia preventiva sarebbe questo un raro straordinario caso di scavo programmato in una città moderna con tanto di passato, come si vede solo a Roma.

I giardini dell’ex Villa Capecelatro, ora all’interno
dell’ospedale militare.
La prossima inaugurazione degli spazi al secondo piano del Museo Nazionale, prevista per il mese di aprile, riconsegnerà al patrimonio della Nazione una delle raccolte archeologiche più rilevanti, dopo lunghi anni di interminabili cantieri ed aperture parziali. Conclusasi questa impegnativa fase, è necessario adesso uno sforzo ulteriore affinché la straordinaria istituzione museale possa registrare numeri adeguati alla sua importanza, in termini di visitatori. Ritiene che la Fondazione “Taranto e la Magna Grecia”, della quale è stato presidente, possa svolgere un ruolo in tal senso?

R/  Mi sono dimesso dalla presidenza della Fondazione innanzitutto per rispetto della istituzione quando ho verificato due cose: la difficoltà a dirigere nello stesso tempo la Scuola Archeologica Italiana di Atene e la Fondazione Taranto per ovvi problemi logistici e poi quando mi sono reso conto che era molto difficile attuare quel programma da me vagheggiato (si tratta veramente di un sogno!) cioè avere unità di intenti tra la Fondazione e l’istituto Magna Grecia, che versa in difficoltà estreme, che a stento riesce ad organizzare i Convegni, ma che rimane arroccato in una politica tradizionale che dopo oltre mezzo secolo ha bisogno di rinnovamento. Quanto al Museo se leggete bene la legge la funzione di rilancio sarà affidata a manager che devono far fruttare il bene. Il ruolo delle istituzioni culturali che lei sollecita sarebbe quello di non ridurre tutto solo al guadagno (esecrabile come dicevano gli Antichi) ma di affiancare all’utile anche autentici valori culturali. Il Museo non deve esibire pezzi belli, deve raccontare storie. Anni fa avevo proposto di realizzare qualcosa che in Italia non esisteva, il Museo della Storia della Città (oggi esiste solo a Bologna). Ma mi scontrai con un ottuso funzionario, la cui scempiaggine è ben nota a tutti.

La recente riforma del Ministero, ancora da valutare nella sua reale portata, inserisce il MArTa fra i venti musei italiani dotati di autonomia contabile ed amministrativa. Un riconoscimento importante, destinato a caricare di responsabilità ulteriori una istituzione verso la quale l’opinione pubblica guarda con sempre maggiore interesse come ad un possibile volano per la rinascita e la riconversione della città in chiave culturale e turistica. Dal suo punto di osservazione “privilegiato”, sebbene esterno, giudica positivamente queste novità?

R/  La riforma Franceschini produce una vera rivoluzione copernicana: possiede molti elementi positivi ma ingenera nel contempo qualche perplessità (la separazione dei Musei dalle Soprintendenze, in Italia difficile da immaginare per evidenti ragioni storiche). Comunque è bene che la riforma parta; rimandiamo il giudizio, vediamo in pratica quali effetti produrrà. Che il Museo sia qualcosa su cui puntare è fuori di dubbio, ma bisogna metterlo in sintonia con i desideri e le pulsioni del pubblico, che mutano velocemente. Nella civiltà delle immagini e del virtuale il Museo non è più una esibizione di oggetti destinata alla borghesia colta, con didascalie a volte difficili ad essere comprese in mancanza di una cultura specifica, ma deve mettere tutto il pubblico, in quella condizione di benessere intellettuale prodotto dall’arricchimento culturale che prova uscendo dal Museo chi è contento di aver appreso qualcosa che non conosceva prima, e di aver capito.



venerdì 17 ottobre 2014

TRE DOMANDE A... - Le prospettive del porto nella nostra intervista al Presidente dell'Autorità Portuale, Sergio Prete

Sergio Prete, presidente dell'AP di Taranto.
Il porto è una delle leve per modificare radicalmente l'economia tarantina. Per questa ragione lo spostamento delle linee di traffico di Evergreen, i contenziosi legali finalmente risoltisi e la distrazione dei fondi operata dalla Regione rispetto al Distripark hanno creato e creano qualche apprensione in tutti noi. Di tutto questo abbiamo parlato col presidente dell'Autorità Portuale di Taranto, l'avv. Sergio Prete, col quale abbiamo affrontato anche il tema delle prospettive turistiche e commerciali del nostro scalo marittimo. All'orizzonte un interessante collegamento con la Sicilia e la trattativa ancora in piedi con la Marina per fare della banchina ex Torpedinieri un terminal croceristico.

Presidente, innanzitutto le chiediamo qual è la ragione per la quale si concedono i moli in esclusiva ad una sola azienda e per tanti anni, piuttosto che renderli pubblici e accogliere

giovedì 30 gennaio 2014

TRE DOMANDE A... il dott. Luigi La Rocca, Soprintendente Archeologo per la Puglia

Il dott. Luigi La Rocca.
Torna la nostra rubrica “Tre domande a…”: i temi dello sviluppo dalla viva voce dei protagonisti. Questa volta abbiamo contattato il prof. Luigi La Rocca, napoletano, da pochi anni alla guida degli uffici della Soprintendenza Archeologica della Puglia, in via Duomo. Il patrimonio museale cittadino e la sua valorizzazione: dai lavori per il completamento del MArTa ai progetti per l’ex convento di Sant’Antonio, passando per l’annosa questione relativa al rientro in Italia dei capolavori frutto di scavo clandestino, illecitamente esportati nei decenni scorsi.


1) Professor La Rocca, con l’inaugurazione dello scorso 21 dicembre il Museo Nazionale di Taranto, una delle principali raccolte archeologiche del Paese, ha sensibilmente incrementato la superficie espositiva rispetto al recente passato: un buon viatico verso la tanto attesa conclusione dei lavori, con l’allestimento del secondo piano. Durante la cerimonia di riapertura Lei auspicava la chiusura del cantiere entro il 2014, intanto può informarci se avrà seguito concreto la proposta progettuale che prevede la realizzazione di una struttura in vetro a copertura del chiostro dell’ex convento?


Ribadisco che il Museo sarà completato entro il 2014 con l’allestimento del II piano e degli spazi dedicati agli apparati multimediali e alle mostre temporanee al piano terreno. Per

lunedì 1 luglio 2013

SVILUPPO - Taranto senza Ilva, l'affascinante progetto nella tesi di una giovane laureata tarantina

Un prospetto dell'area a caldo riconvertita.
La drammaticità della situazione sanitaria e ambientale di Taranto ha da tempo sviluppato in città riflessioni riguardo al tributo versato dai tarantini per le loro industrie di scarto. Quelle che qui si sono potute trapiantare praticamente senza alcuna condizione, giustificate dalla disoccupazione degli anni ’60. Per decenni la politica ha intrecciato i suoi interessi, poco pubblici e molto privati, con quelli dei colossi industriali e la società civile ha compreso di doversi sobbarcare anche il peso della proposta di alternative, in quanto unica componente interessata davvero a farlo. Oggi questa passione crescente ha prodotto un ulteriore tassello, posto da una studentessa universitaria che, con la sua tesi di laurea (la trovi QUI) ha, per la prima volta, reso visibile a tutti i suoi concittadini la ‘Taranto senza Ilva’. O quanto meno priva della sua parte più inquinante, l’area a caldo. Il titolo del progetto architettonico è VerdeIlva e consiste in una radicale riqualificazione degli spazi oggi occupati da altiforni e cokerie, che passa da un parco per le energie rinnovabili, una riserva naturale, da spazi attrezzati per il tempo libero e l’aggregazione e da un polo commerciale. Il tutto affacciato a ridosso dei Due mari: l’immenso spazio del porto restituito e riconnesso alla città attraverso una serie di strutture in grado di rilanciare nuove economie e l’immagine turistica di una città magnifica. L’autrice di quest’affascinante visione è Alice Martemucci, giovane tarantina laureatasi a gennaio scorso all’Università La Sapienza di Roma. L’abbiamo contattata per scoprire qualcosa di più sulla genesi di un progetto che è anche il sogno dei tarantini.

Alice, la tua tesi trasuda amore per Taranto da ogni tavola e sta facendo il giro del web. Forse è la prima volta che alla città è consentito specchiarsi in un altro futuro. Una bella impresa. Che riscontri stai avendo?
Devo essere sincera, non mi aspettavo tanto scalpore! Molta gente ha visto sul web il mio lavoro e mi ha

mercoledì 16 gennaio 2013

TRE DOMANDE A... l'arch. Augusto Ressa, direttore della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Taranto, Brindisi e Lecce


Il MArTa.
Torna la nostra rubrica “Tre domande a...”. Questa volta ci occupiamo di cultura e, nello specifico, di “politica museale”: argomenti di primaria importanza per lo sviluppo di Taranto in chiave turistica. Tante le questioni aperte, dall’allestimento del MArTa ai lavori di Palazzo Pantaleo, interessato da un progetto molto ambizioso che lo destina a “museo della città”. Abbiamo rivolto i nostri quesiti all’architetto Augusto Ressa, della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici ed al Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le province di Lecce, Brindisi e Taranto

Architetto, il Museo Nazionale di Taranto è una delle più straordinarie raccolte italiane di archeologia. La ripresa nei mesi scorsi dei lavori di allestimento del percorso espositivo costituisce quindi un’ottima notizia per la comunità tarantina, e non solo. Conosciamo le difficoltà attraversate dal cantiere in questi anni, dovute alla carenza di finanziamenti. Le chiediamo quindi se la somma stanziata sia sufficiente al completamento del primo piano, e se ci siano tempi certi anche per la copertura finanziaria dei lavori del secondo. Inoltre, per quanto di sua competenza, può informarci se avrà seguito la proposta per la creazione di un percorso “parallelo” dedicato ai visitatori non vedenti, che secondo alcuni indiscrezioni giornalistiche dovrebbe trovare spazio proprio negli ambienti del piano superiore? 

E' in corso da circa un anno l'intervento di riallestimento del primo piano, che di fatto costituisce la conclusione del percorso museale. Come saprete l'esposizione parte dal secondo piano con il periodo preistorico e la colonizzazione greca, e si chiude al primo piano con i documenti della città bizantina. Il gruppo di lavoro, costituito dal sottoscritto e da funzionari della Soprintendenza Archeologica della Puglia coordinati dalla direttrice del MARTA, dott.ssa Antonietta Dell'Aglio, prevede di riaprire l'intero primo piano entro l'anno. Già dal mese prossimo si eseguiranno tutte le lavorazioni e l'allestimento del secondo piano, lavori resi possibili a seguito del finanziamento accordato a fine 2012 dal CIPE. Il progetto, in fase di perfezionamento proprio in questi giorni, prevede fra l'altro la sistemazione di un ambiente dedicato alla preparazione alla visita, sempre al secondo piano, che contempla anche una sezione per non vedenti con supporti comunicativi di tipo sonoro e tattile, secondo criteri già adottati in molti musei europei.

venerdì 3 febbraio 2012

TRE DOMANDE A…l’ass. regionale al Bilancio Michele Pelillo

L'ass. al Bilancio Michele Pelillo. 
Inviammo la nostra intervista all’unico assessore tarantino in Regione, Pelillo a metà ottobre toccando, come potrete leggere, argomenti di grande importanza per il futuro della nostra città. La risposta alla nostra mail arrivò dopo pochi giorni per mano della sua gentile segreterìa che ci invitò ad un incontro di persona considerata la vastità e la complessità degli argomenti trattati. Accettammo, in deroga al nostro modo di operare on line, pur di avere riscontro ai quesiti posti nell’interesse della città. Fissammo un appuntamento per il pomeriggio del 2 novembre quando, già in macchina per recarci nello studio tarantino dell’assessore, ci arrivò la telefonata – sempre da parte della segreterìa – la quale ci comunicò l’esigenza di rinviare l’incontro a causa del protrarsi di alcuni impegni istituzionali dell’assessore. Da allora il nulla. Un mese in cui abbiamo rinnovato il nostro sollecito per un nuovo incontro o, in ogni caso, per un riscontro anche via mail alle nostre tre domande. Neppure più un cenno. Eccoci quindi a pubblicare le domande senza le risposte giacché, sin da quando ideammo questa piccola rubrica, fummo dell’idea che anche tre domande alle quali si preferisce non rispondere avrebbero potuto fornire spunti di riflessione ai nostri lettori. Eccole:
1) Area Vasta: i fondi FAS dedicati ai Piani strategici sono stati in parte bloccati, in parte sottratti, ma i piani restano in piedi. Nel caso di Taranto la cabina di regia è ferma al 2009. Quali sono le prospettive dei progetti stilati e come sono stati giudicati quelli proposti dai 28 comuni di Area Vasta tarantina?
2) Museo: il Museo risulta ancora incompleto e privato di alcuni fra i suoi reperti più rappresentativi come il famosissimo Atleta di Taranto, pubblicizzato anche alle Olimpiadi cinesi pur non avendo ancora trovato la sua collocazione al MArTà. Lei qualche mese fa intervenne direttamente per garantire l’impegno suo e della Regione per la ripresa dei lavori, ma la città aspetta ancora. Inutile sottolineare l’importanza di questi lavori per Taranto, il suo turismo e la sua cultura. A che punto siamo?
3) Città Vecchia: Riguardo all’accorpamento degli uffici regionali di Taranto lei propose il ricorso allo strumento del leasing in costruendo. I nostri approfondimenti in merito ci hanno portato a concludere che potrebbe essere il miglior strumento per il recupero di buona parte del patrimonio comunale presente in Città Vecchia. Cosa pensa a riguardo?

giovedì 1 dicembre 2011

TRE DOMANDE A... Giuseppe Cassaro, compositore di musiche per il cinema

Giuseppe Cassaro al suo pianoforte.
Qualche settimana fa vi parlammo di Giuseppe Cassaro, ventisettenne compositore tarantino, autore delle splendide musiche de La strada verso casa (ascoltale QUI), film per la regia di Samuele Rossi, in selezione presso numerosi film festival italiani ed internazionali e pluri-premiato al festival Terra di Siena (leggi QUI il nostro post). Sabato 3 il lungometraggio sarà proiettato al festival del cinema indipendente di Foggia, mentre è già in programma la realizzazione del film documentario dal titolo “Il Castello”, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Kafka. Al centro della scena di questo nuovo lavoro, prodotto in collaborazione con la EchiVisivi, ci sarà la nostra città e i suoi abitanti, con un’ampia riflessione tra presente e tradizione in riva ai due Mari. Cassaro mette dunque il suo talento a disposizione di Taranto, portandola con sé in giro per il mondo e dando respiro ad un nuovo vento culturale. Anch’egli perciò fa pienamente parte di quel “lato migliore della città” che chiede sempre più spazio e a cui ci piace dare risalto. Per questo lo abbiamo avvicinato per l’intervista che vi proponiamo. 
Giuseppe, la tua formazione di compositore per il cinema ti ha portato gioco forza lontano da Taranto ma, come spesso accade per i tarantini fuori sede, il legame con la città non si è indebolito, come spieghi questa forza… Ad un certo punto del mio viaggio ho deciso di utilizzare un nome d'arte: TERRA, Giuseppe Terra. Il motivo è tutto in quella forza. Seppur felice di studiare e scoprire nuove sfumature della vita tra Pisa, Roma, l'estero... il pensiero e il senso di crescita ritornano sempre alla famiglia, alle strade dell'infanzia, alle emozioni che trovano le loro radici a Taranto. Il seme della musica, ad esempio, lo gettò mio padre.; lo ha coltivato e oggi parte della mia arte è sua, della sua educazione. Nonostante i suoi tanti problemi, nella nostra città sta covando un certo fermento sotto alla cenere, segno che i tanti cuori che battono per lei stanno diventando energia propositiva, forse anche la prossima realizzazione de “Il Castello” è figlia di questo fenomeno? Ho 27 anni. Ho trascorso la mia adolescenza ad inventare un modo diverso di "essere giovane" con i miei gusti, le mie esigenze, i miei divertimenti. Così oggi, che sono più lucido nei giudizi, dico che Taranto può dare a chi è in grado di ricevere, a chi ha certezza di quel che cerca, di quel che vuole. Sotto la cenere -appunto- c'è un mondo che vuole essere raccontato nelle sue sfumature intrise di umanità, nelle sue peggiori abitudini, nel suo energico potenziale. In questa direzione il progetto de "Il castello": un genuino ritratto del cuore di un popolo svestito della sua pallida mediocrità culturale. Il mio modo personale di riavvicinarmi a Taranto, di capire, di essere capito. Le sonorità dei tuoi lavori sono di grande intensità e raffinatezza con il pianoforte a guidare spesso la musica, quali sono gli strumenti che meglio riescono a far vibrare l’anima? Il pianoforte è indubbiamente uno strumento che veicola le emozioni, stuzzica riflessioni e i pensieri più intimi. Ed è lo strumento che abbraccia l'anima, a volte stravolge. E' difficile, al di là dei gusti, rimanere impassibili dinnanzi all'intensità e calore delle sue sonorità. Ma lavorando le immagini diventa più complicato liberare le emozioni perché la musica deve essere al servizio della storia, deve veicolarne le emozioniIn che misura le musiche che componi prendono ispirazione dai film? Le mie composizioni nascono ben prima di vedere le immagini. E' capitato addirittura (è il caso de "La strada verso casa") che sul set di riprese si ascoltassero provini musicali, in modo da orientare emotivamente il lavoro di regista e attori. Nel mio approccio compositivo contano molto le parole, indicazioni anche solo approssimative sulla base delle quali sviluppo una mia idea. Creare su immagini trasformerebbe la mia musica in mero commento didascalico. E' come se le musiche le componessi per un mio film immaginario; successivamente l'incontro di intenti con il regista, quelle che erano le mie sensazioni si trasformano in musica e in sensazioni del film, della storia, dei personaggi. E' un percorso affascinante che muove da sonorità elettroniche e acustiche: pianoforte, synth, chitarre e quant'altro. Il resto viene da séCi sarà occasione per i tarantini di ascoltarti dal vivo? Sto lavorando proprio in questo periodo ad una nuova veste delle musiche del film, da poter proporre dal vivo nei locali della nostra città. Ad oggi non so di preciso quando, ma ci sarà indubbiamente l'occasione. E' un viaggio che sto compiendo insieme ad altri ragazzi di Taranto, preparatissimi e motivati: Livio Bartolo (che ha collaborato con me alla stesura delle parti per chitarra nel film), Andrea Musci, Giordano Olivieri, e molti altri ancora. Ne approfitto, pertanto, per invitare tutti gli amici di ViviTaranto!!!!! A presto...

giovedì 7 luglio 2011

TRE DOMANDE A... - Alfredo Spalluto, ass. comunale ai Lavori Pubblici

L'ass. Spalluto.
Per la rubrica "Tre domande a..." Targato TA ha scritto all'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Taranto Alfredo Spalluto. Argomento dell'intervista on-line, la forte richiesta di piste ciclabili da parte dei tanti tarantini che stanno optando per le due ruote per la mobilità cittadina, la dotazione di marciapiedi e servizi lungo le maggiori strade turistiche e commerciali e l'annoso problema dei vuoti urbani.  Come in uso a Targato TA, trascorsa una settimana dall'invio dei quesiti senza aver ricevuto risposta, pubblichiamo le sole domande rivolte, convinti che anche l'assenza di risposte possa essere utile alle valutazioni dei nostri lettori. Le domande sono state inoltrate all'indirizzo istituzionale dell'assessore. Eccole:
1) Gentile ass. Spalluto, il suo assessorato è uno dei più attivi in Giunta e giustamente il rifacimento di strade e incroci sono le priorità individuate. Avrà notato che in città sono sempre più numerosi gli utilizzatori di biciclette per una domanda di vivibilità e sostenibilità sempre più crescente. E’ in previsione la realizzazione di piste ciclabili almeno sulle arterie più importanti come v.le Magna Grecia, c.so Italia, Lungomare, via Magnaghi?
2) zone come via Unità d’Italia e via Mediterraneo sono diventate negli anni sempre più strategiche, oltre che per il fatto che conducono al mare, anche per l’insistenza di numerosi esercizi commerciali. Senza dimenticare l’isola amministrativa in zona Lizzano piuttosto trascurata. Avete previsto la realizzazione di marciapiedi che vengano incontro a cittadini e turisti in modo da rendere queste zone più servite e meglio fruibili?
3) Com’è noto in città si registrano decine di terreni comunali in stato di abbandono. Considerata la recente politica riguardante la realizzazione di piccoli parchi attrezzati, si potranno colmare altri importanti vuoti urbani con verde pubblico? quali le priorità all’attenzione del suo assessorato?
Ovviamente, qualora ci venissero fornite, saremo pronti a pubblicare le risposte in ogni momento.

mercoledì 1 giugno 2011

CULTURA – Nuova invasione d’arte a Taranto

L'installazione di via Pitagora.
In molti, alzando lo sguardo lunedì mattina, avranno notato per le strade della città le installazioni artistiche dell’evento denominato “INSA – L’Invasione di Nostra Signora Art”. Ad essere "invase" come Taranto, diverse altre città italiane, ma è proprio qui che,  4 anni fa, nacque l'idea dalla creatività di Davide Intelligente, ispiratore di quello che è diventato negli anni un vero e proprio movimento d’avanguardia. Si tratta di realizzazioni disseminate per i centri urbani e issate su pali, insegne stradali, portici e pareti, i cui autori sono sì coordinati, ma liberi di esprimere la propria fantasia e soprattutto la propria sensibilità. Alla base del progetto INSA la cooperazione fra artisti, l’invito a sperimentare l’approccio con l'arte in ogni sua forma e il desiderio di valorizzare e interrompere la monotonia dei paesaggi urbani. Un’arte aperta alla libera fruizione che diviene sensibilizzatrice di se stessa con installazioni che non richiedono altro che si alzi lo sguardo per essere ammirate. Ne abbiamo parlato proprio con Davide Intelligente, che abbiamo raggiunto on-line:
 Davide, da dove è iniziato tutto?
E' nato tutto con una mia invasione del 2007 a Taranto chiamata “L'invasione delle Aleke” (premiata anche dal Comune ndr)...poi pensai di espandere l'idea a tutti ...così nel 2009 21 città italiane nello stesso giorno, nella stessa ora, invasero per donare cultura alle città. Nessuno lede o imbratta....e nessuno chiede autorizzazioni...
L’idea è andata ben oltre i confini nazionali...
Nel 2010 le città italiane sono state 30, più 3 russe, e invasero sempre con la stessa procedura ...nella notte come fosse una vera invasione, ma con armi che servono a istruire a far fruire... Quest' anno di certo so che c'è anche l'Australia. 
Qual è il rapporto fra Taranto e la tua arte?
Tutto questo parte da Taranto ma non ha importanza se io sia l'ideatore...non ha importanza dove nasce ...ha importanza chi la fa vivere, ovvero gli invasori di nostra signora Art...quindi chiunque sente di donare parte di se alle città.
Per conoscere meglio il progetto clicca QUIQUI invece per saperne di più sull'Invasione di Taranto.

martedì 5 aprile 2011

TRE DOMANDE A... - Il rettore dell'Università di Bari risponde a Targato TA

Il rettore Corrado Petrocelli
Come promesso dall'uff. stampa dell'Università di Bari, ci sono giunte questa mattina le risposte del rettore Corrado Petrocelli ai quattro quesiti posti da Targato TA per far chiarezza sulla questione della sede dell'ex caserma Rossarol in Città vecchia e sugli sviluppi futuri del polo ionico (v. QUI). Ecco la nostra intervista e le risposte gentilmente fornite dal rettore:
1) Gent.mo rettore, il Sindaco di Taranto Stefàno e l’ass. alla Città vecchia Nistri, interpellati sull’attivazione dei corsi presso l’edificio dell’ex caserma Rossarol, hanno dichiarato che l’immobile è stato da tempo consegnato all’Università, dalla quale ora dipende la partenza dei corsi in Giurisprudenza. Come stanno veramente le cose e a che punto siamo?
La consegna della Rossaroll  da parte del Comune di Taranto è stata effettuata in data 15 marzo 2010. L’Università sta provvedendo agli ulteriori adeguamenti strutturali per rendere l’immobile agibile. E’ stata già aggiudicata la gara per i nuovi arredi che saranno consegnati entro giugno.
Proprio ai fini della piena agibilità va ricordato che l’immobile non è ancora allacciato all’ENEL in  quanto solo in questi giorni l’ENEL  ha iniziato i lavori di scavo per il completamento delle opere necessarie. E’ stata definita la fornitura e posa in opera di corpi illuminanti e realizzato un impianto di rilevazione fumi e impianto diffusione sonora per evacuazione.
2) è vero che per la Rossarol l’Università ha posto come prerequisito la ristrutturazione dei palazzi vicini? e viste le scarse risorse di cui dispone il comune, come si pensa di procedere?
L’Università effettivamente ha chiesto al Comune di mettere in sicurezza due palazzine pericolanti. I tecnici comunali confermano che, relativamente all’immobile di proprietà del Comune sito alla via Postierla è già stata aggiudicata la gara di messa in sicurezza dell’immobile, mentre per l’immobile ad angolo tra Via Postierla e Via Di Mezzo, di proprietà privata, sono in corso le procedure per l’esecuzione dei lavori  in danno ai proprietari.
3) Il Comune vi sta affidando immobili di grande prestigio e valore storico, ci conferma che gli stessi resteranno nella fruizione della città e dei suoi turisti, restando aperti alle visite guidate?
Alcuni dei palazzi concessi dal Comune all’Università già in più occasioni sono stati messi a disposizione per visite guidate organizzate dal FAI TARANTO; Palazzo dAquino ha ospitato Mostre varie; ciò rispecchia la nostra idea di Università aperta a tutti e soprattutto alle iniziative di carattere culturale.
4) L’accordo con la Provincia prevedeva il potenziamento del polo tarantino con l’attivazione di laboratori e centri di ricerca, a che punto si è a riguardo?
L’Accordo con la Provincia prevede il potenziamento del Polo con l’attivazione di laboratori e anche centri di ricerca.
L‘ARPA  nell’Aprile 2010 ha sottoscritto con la ASL di Taranto la convenzione per la concessione in uso di alcuni locali dell’ex Ospedale Testa di Taranto.
Nell’ex Ospedale Testa di Taranto troveranno collocazione il laboratorio Regionale Rifiuti, istituito con D.G.R. n.343/10 e il Centro Regionale ARIA di ARPA Puglia, istituito con D.G.R. n.344/10.
L’ARPA si impegna a garantire l’istituzione di strutture  tecnico-laboratoristiche a direzione universitaria ai sensi dell’art. 20 del Regolamento Regionale n.7 del 10.06.2008, e la creazione di n.2 laboratori dedicati all’olfattometria e allo studio del particolato atmosferico, la cui direzione sarà affidata all’Università di Bari per l’utilizzo di metodologie innovative. Si aggiunga a ciò la realizzazione del supporto alle attività didattiche di tirocinio nonché la proposta di costituzione del Centro Ambiente e Salute.
Ci preme però sottolineare come stia ormai prendendo corpo il progetto per la realizzazione di un grande Polo scientifico tecnologico di eccellenza “Magna Grecia”, già siglato da Università e Politecnico di Bari, con il CNR, il DIPAR, il Comune, la Provincia, l’ARPA e naturalmente Confindustria per la sinergia con il sistema imprenditoriale.

martedì 15 marzo 2011

TRE DOMANDE A... - al rettore dell'Università di Bari Petrocelli

Il rettore Corrado Petrocelli
Per la rubrica "Tre domande a..." Targato TA ha scritto al rettore dell'Università di Bari Corrado Petrocelli. Argomento dell'intervista on-line, la controversa questione dell'apertura dell'ex caserma Rossarol ai corsi di studio in Giurisprudenza. Come in uso a Targato TA, trascorsa una settimana dall'invio dei quesiti senza aver ricevuto risposta, pubblichiamo le sole domande rivolte, convinti che anche l'assenza di risposte possa essere utile alla valutazione dei nostri lettori. Le domande sono state inoltrate tanto all'indirizzo istituzionale del rettore, che alla sua segreteria personale. Eccole:
1) Gent.mo rettore, il Sindaco di Taranto Stefàno e l’ass. alla Città vecchia Nistri, interpellati sull’attivazione dei corsi presso l’edificio dell’ex caserma Rossarol, hanno dichiarato che l’immobile è stato da tempo consegnato all’Università, dalla quale ora dipende la partenza dei corsi in Giurisprudenza. Come stanno veramente le cose e a che punto siamo?
2) è vero che per la Rossarol l’Università ha posto come prerequisito la ristrutturazione dei palazzi vicini? e viste le scarse risorse di cui dispone il comune, come si pensa di procedere?
3) Il Comune vi sta affidando immobili di grande prestigio e valore storico, ci conferma che gli stessi resteranno nella fruizione della città e dei suoi turisti, restando aperti alle visite guidate?
4) L’accordo con la Provincia prevedeva il potenziamento del polo tarantino con l’attivazione di laboratori e centri di ricerca, a che punto si è a riguardo? 
Ovviamente, qualora arrivassero, saremo pronti a pubblicare le risposte in ogni momento.