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venerdì 29 dicembre 2017

MArTa, due provvedimenti un po' frettolosi mettono in imbarazzo il museo tarantino

Vivaci polemiche e un certo imbarazzo stanno suscitando due recenti azioni del Museo Archeologico Nazionale di #Taranto, forse realizzate con qualche leggerezza di troppo.

Ci riferiamo in particolare all'emissione di un avviso pubblico per la selezione di un addetto stampa, subito ritirato in autotutela, che per la specifica attività professionale richiesta non prevedeva fra i requisiti necessari quello di essere iscritti all'Albo dei Giornalisti, in ciò provocando una dura presa di posizione da parte di AssoStampa. L'altro documento è una Determina del 7 novembre scorso con la quale, a seguito di un finanziamento ottenuto dal Ministero, si dà avvio ad una procedura negoziata per la programmazione di un videogioco didattico con, unico soggetto invitato, una impresa sociale. Si tratta dell'associazione culturale "TuoMuseo", con sede a Milano, già impegnata con successo nella realizzazione di prodotti simili: il game "Father and Son" commissionato dall'Archeologico di Napoli (in foto). Forse l'esigenza di accelerare al massimo i tempi deve aver spinto i vertici del MArTa ad optare per quella che è de facto una assegnazione diretta, ma non nascondiamo che avremmo di gran lunga preferito l'emissione di un regolare bando di gara per il conferimento di questo incarico. Difficile credere infatti che "l'unico Operatore Economico in possesso del necessario know how", come si afferma nella Determina, fosse l'impresa assegnataria, senz'altro dalle indubbie capacità, ma che pure è stata fondata solo nell'aprile del 2016.



Qui la Determina con cui si dà avvio alla procedura negoziata per la realizzazione del videogame didattico http://www.museotaranto.beniculturali.it/addMEin/_att/Determina%20n.46%2007-11-2017.pdf.

giovedì 16 marzo 2017

Scienze dei beni culturali verso la chiusura, altra mazzata sulla città


Nel disinteresse pressoché totale, in primo luogo quello della politica, sta per calare il sipario sul Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, che ha da poco iniziato l'ultimo semestre di lezioni per l'unico anno di insegnamento ancora attivo, il terzo. Così, mentre si continua a vagheggiare la nascita di non meglio precisate "Scuole di Alta Formazione" da calare nell'assoluto deserto di istituzioni universitarie affini, si perde una triennale che pure ha contribuito alla preparazione di diverse centinaia di giovani, quanti sono i laureati nella sede di #Taranto dal 2002 - anno di nascita - ad oggi. In un settore, quello dei Beni Culturali, che a parole si definisce "strategico" per la rinascita della città, ma che nei fatti sconta la perdita

giovedì 23 giugno 2016

LA DENUNCIA - Metropolitana leggera, un progetto ancora nel cassetto

Vi ricordate il progetto della Metropolitana leggera a Taranto? si parla molto di mobilità sostenibile in città e il discorso non può non prevedere un passaggio su quest'opera ritenuta fondamentale da quest'amministrazione comunale e dalle precedenti giunte regionali, almeno fino a qualche anno fa... A riguardo abbiamo trovato sul canale youtube dell'On. Pelillo un video che è una vera ‘chicca’ e che dovete assolutamente vedere: l'annuncio ufficiale della realizzazione della metro a stampa e città ad opera dello stesso Pelillo, allora ass. regionale alle Finanze e di quello a Infrastrutture e Trasporti, Loizzo, insieme al sindaco di Taranto, Stefàno. Era il 2010 (sì 6 anni fa) e veniva finalmente ripreso un progetto che risaliva ai tempi di Area Vasta, cioè niente

sabato 12 settembre 2015

SVILUPPO - Sei Provinciale se... un elenco di atteggiamenti odiosi da bandire dalla nostra mentalità!


E’ una questione culturale, non c’è dubbio, ma non non c'entra l'istruzione. Si tratta di chiusura e paura: rispetto al nuovo, al diverso, agli altri. Non è un problema esclusivo di Taranto, ma più in generale delle città di periferia, lontane dalle contaminazioni che aprono la mente.

Nessuno che vi nasce è immune, neppure chi ha fatto i conti con i propri limiti e cerca di superarli. A volte nemmeno chi emigra verso lidi più cosmopoliti. Spesso in centri come Taranto è addirittura indotta, perché funzionale al sistema. Certo nella mentalità risiedono anche le proprie radici culturali, non solo gli aspetti negativi. E menomale! Ma perché allora quest’elenco così irritante sui vizi della nostra mentalità? Lo scopo è quello di suscitare una riflessione, stimolare aperture, instillare dubbi. Perché per capire e provare a modificare certi atteggiamenti è necessario prima di tutto riconoscerli. Qualcuno lo abbiamo messo a fuoco, ma chissà quanti altri ce ne sono o, peggio, ci appartengono

lunedì 3 novembre 2014

CITTA' VECCHIA - Taranto nell'inchiesta di Alle Falde del Kilimangiaro

E' andato in onda ieri poco dopo le 17 il servizio su Taranto nella trasmissione di Rai 3 "Alle Falde del Kilimangiaro". 

Come ne è uscita la nostra città? bé un'inchiesta che si rispetti non può che indignare e questa è stata fatta molto bene e con grande onestà. Ferite aperte e sanguinanti come l'abbandono e il degrado della Città Vecchia e l'avvelenamento industriale tutt'ora imperante. Quest'ultimo, a ben vedere, vera causa del mancato sviluppo sostenibile del territorio, quello che la politica non trova pari convenienza a incentivare. Non solo le gravissime responsabilità politiche, ma anche di chi non ha vigilato e preteso, sia chiaro. Una musica che per fortuna sta lentamente cambiando. Davvero inqualificabile e quanto mai indicativo l'atteggiamento del sindaco, il quale ha letteralmente bidonato la giornalista Rai, Stefania Battistini, demandando ad un inadeguato capo di Gabinetto la scusa puerile della sua improvvisa assenza. Presente come sempre invece l'arcivescovo Santoro, ormai il vero sindaco

lunedì 1 settembre 2014

SVILUPPO - Non ci sono alternative all'Ilva? no, mancano proprio perché c'è lei

Quanto diciamo da sempre trova ora piacevole conforto in uno studio redatto da due tarantine, le dottoresse Adele Di Fabbio e Lidia Greco: è l’Ilva - ma diremmo più in generale le industrie inquinanti - che frenano lo sviluppo a Taranto, non il contrario. Ogni alternativa è preclusa da un sistema colluso e che ha condotto la città verso l’indolenza imprenditoriale. Altro che non c’è alternativa all’Ilva, è esattamente il contrario: mancano proprio a causa dell'Ilva. Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero del ‘Cambridge Journal of Regions, Economy and Society’, rivista che si occupa dei cambiamenti politici, economici e sociali in varie aree del mondo.

L'articolo de La Gazzetta di Taranto del 29 agosto a firma di Fabio Di Todaro.

giovedì 21 agosto 2014

LA DENUNCIA - MArTà, scarsi i servizi al pubblico, il concessionario vivacchia

Una delle sale del rinnovato MArTà.
Se il prestigioso museo tarantino non decolla come dovrebbe e sarebbe nelle sue straordinarie possibilità, sarà pure colpa della mancata promozione ad opera del Governo, come sostiene l'assessore regionale al Turismo, e sarà pure per dei lavori di allestimento che si protraggono da troppi anni, ma la presenza e la qualità dei servizi offerti al pubblico è di certo altrettanto importante. La legge Ronchey, entrata in vigore nel 1993, disciplinò per la prima volta i “servizi aggiuntivi” negli istituti culturali statali. Bookshop, visite guidate, ristorazione, oggettistica, promozione di eventi: attività determinanti nel definire la qualità dell’offerta museale, favorendone il successo. Siamo stati al MArTa alla fine di luglio per osservare come tali servizi erano resi ai visitatori del grande museo

lunedì 12 maggio 2014

CITTA' VECCHIA - 39 anni fa il crollo di Vico Reale e la situazione ancora non cambia


12 maggio 1975, ore 13:55: tre piani venuti giù, un boato assordante, sei vittime: tre fratellini, Ettore, Teresa e Maria Palumbo rispettivamente di 3, 5 e 6 anni; e tre anziani, il settantenne Ettore Camerino (nonno materno dei tre bambini) e i coniugi Cosimo Larice (81 anni) e Addolorata Midea (73) che si erano messi da poco a letto per la pennichella pomeridiana. Nel vico Reale, il cuore della parte bassa della città vecchia di Taranto, non troppo lontano dalla "marina", crolla un palazzo dalle cui macerie spuntano troppe bare per non avere sotto gli occhi il risultato di un premeditato degrado economico e sociale dettato anche dalle condizioni urbanistiche e architettoniche dell’abitato. Sono passati trentanove anni da quel crollo che noi sempre ricorderemo come una STRAGE preannunciata da politiche che anche nell’era democratica, purtroppo, non hanno mancato di sferrare i loro colpi mortali

venerdì 28 settembre 2012

LA DENUNCIA - I cassonetti 'ad personam' del Sindaco Stefàno

Un grazie all'amica di TargatoTA Lea Cifarelli per foto e segnalazione.
Le foto qui sopra sembrano essere quelle di due comuni bidoni come quelli che in città ci siamo abituati a vedere da un po'. Cosa c'è di strano quindi? almeno due cose: la prima è che al Borgo, dove sono state scattate le foto in questione, la raccolta differenziata puntuale non è ancora partita. Vi sono solo i bidoni per l'umido (quelli marroni), ma ad esclusivo utilizzo dei negozi di alimentari. Se lì dunque non c'è neppure l'ombra di un alimentari, per chi sono questi bidoni? lo scatto a destra lo indica chiaramente, anche se abbiamo ritoccato il numero civico per questioni di privacy (fidatevi)...si tratta di un servizio ad esclusivo utilizzo del condominio del nostro sindaco Stefàno! Non è fantastico? la seconda cosa strana è che, a differenza dei bidoni messi nel rione Solito, dove i bidoncini sono per tutti e non solo per gli amministratori pubblici, qui i raccoglitori non riportano le indicazioni circa il loro utilizzo. In genere vi sono apposti degli adesivi che, per i bidoni marroni indicano l'umido e per quelli azzurri indicano carta, plastica e metalli. In effetti i risultati di questa strana opzione sono visibili da tutti poché, di fatto, in questi bidoni, ci finisce proprio di tutto. Mini-cassonetti ad personam, ma non per tutti.

giovedì 6 settembre 2012

A CARICATURA - Il Sindaco Stefàno e la Giunta che non c'è...

Fotomontaggio a cura di Marco Ruggieri
Esattamente quattro mesi fa le urne sancivano l'avvio del secondo mandato del sindaco Stefàno e da allora, incredibile ma vero, la città attende ancora una Giunta che risolva i suoi tantissimi e difficili problemi proiettandola verso un altro futuro. Il Sindaco ha dichiarato che prima di procedere alle nomine vuol conoscere gli sviluppi dell'inchiesta della Magistratura sull'Ilva, per evitare di nominare assessori coinvolti...ma può Taranto aspettare chissà quanto ancora per essere amministrata? e può accettare questa deresponsabilizzazione della classe politica? anche alla Provincia gli unici movimenti che si registrano sono le...fughe! ma sì, considerati i guai che ci hanno cagionato, forse è meglio rimanere così, aspettando...sviluppi clamorosi...

giovedì 12 aprile 2012

INFRASTRUTTURE – Capolinea porto mercantile, uno slalom tra i disagi


Il capolinea bus in tilt.
Per tanti è un biglietto da visita della città, per altri un arrivederci, fatto sta che la stazione bus del porto mercantile è fra le cartoline di Taranto a cui il futuro sindaco dovrà assolutamente ridare decoro e organizzazione. Ci siamo andati martedì scorso per osservare la situazione in una delle giornate tradizionalmente vocata alle partenze da Taranto dopo le festività ma, prima di ogni altra cosa, siamo stati impressionati dalla mole di giovani tarantini in esodo dalla città per studio o per lavoro. Un fiume di ragazzi costretti a lasciare Taranto e affetti fra lacrime e volti mesti, che finiranno inevitabilmente per legare il proprio futuro e le proprie fortune ad altri lidi. Un’immagine che in parte è possibile cogliere dalla foto che abbiamo scattato e che, oltre a tristezza, suscita rabbia, perché non c’è dubbio che questa “fuga di cervelli” sia in parte voluta da chi vuol mantenere Taranto nella situazione in cui versa. Riprèsici da questo pugno nello stomaco, siamo tornati a concentrare l’attenzione sull’organizzazione del capolinea e le note non sono state meno dolenti. Servizi mancanti o inadeguati, da quelli igienici alle sale d’attesa, al servizio informazioni; spazi assolutamente insufficienti, sia per utenti e accompagnatori, che per il parcheggio di bus e auto; cavalcavia sporco e indecoroso; totale inciviltà degli automobilisti intenti a parcheggiare il più vicino possibile ai bus, con enormi ostacoli per il traffico e mancanza di una regìa comunale che in ragione dei limiti strutturali del sito organizzi le partenze dei vari vettori in orari differenziati. A fronte di tutta questa anarchìa solo due volenterosi vigili municipali a sollevare giusto un paio di contravvenzioni. E’ vero che si trattava di una giornata di punta, ma l’aspirazione della città è di averne tante di giornate di punta così, connotate dall’arrivo di turisti in riva ai due mari e dunque sarà necessario intervenire al più presto. Rispetto a quanto abbiamo visto è stato poi inevitabile fare una riflessione sul sistema dei trasporti e sull’università. Nel primo caso risulta sempre più evidente come l’aeroporto di Taranto-Grottaglie debba recitare una parte di primissimo piano in considerazione del bacino d’utenza della città e del suo isolamento ferroviario sempre più penalizzante. Nel secondo è stato altrettanto evidente osservare come l’autonomia del polo ionico e l’allargamento dell’offerta universitaria - magari alle facoltà con eccesso di domanda a Lecce e Bari – potrebbe trattenere e importare ragazzi per diversi anni, alimentando con essi le possibilità di miglioramento socio-economico della nostra città.

venerdì 6 aprile 2012

CITTA’ VECCHIA – Palazzo Pantaleo aperto…solo per le telecamere

Gli interni restaurati di palazzo Pantaleo
nella foto tratta da Archeologia Taranto.
Vi ricordate ai primi di febbraio (il 10) l’inaugurazione in pompa magna del restaurato palazzo Pantaleo in Città vecchia (leggi QUI)? Bè, come potrà notare chiunque vi si rechi - e saranno in molti in questi giorni - è chiuso! I musei annunciati, quello della Città di Taranto e quello etnografico “Majorano”, non sono ancora visitabili, né è dato sapere quando sarà possibile farlo. Intendiamoci, il settecentesco palazzo Pantaleo è stato davvero restaurato e l’opera è più che meritoria, ma è chiaro che i tarantini si aspettavano un’inaugurazione legata alla fruibilità dell’edificio e non alla conclusione di un recupero non visitabile. Evidentemente non si sarebbe riusciti a completare l’allestimento delle strutture museali entro la fine della legislatura e le necessità elettorali di rivendicare l’operazione hanno segnato quest’inaugurazione a solo beneficio…delle telecamere. Gli oggetti della preziosa collezione di Alfredo Majorano sono già stati trasferiti nella rinnovata sede che li ospiterà, dunque non sono fruibili durante i riti della Settimana santa neppure nella vecchia sede di palazzo Galeota. All’origine del ritardo pare ci siano problemi relativi all’agibilità dell’edificio, ma chissà che le elezioni non ci regalino qualche prodigio comunque molto ben accetto al riguardo. Insomma neppure l’amministrazione Stefàno è riuscita a rimanere esente dal morbo della campagna elettorale che ogni cinque anni, ciclicamente, contagia le amministrazioni di tutte le bandiere politiche, con annunci roboanti e disattesi (leggine uno QUI), inaugurazioni frettolose, lavori stradali a tappeto nei quartieri più popolosi e personale Amiu alacremente al lavoro. Riconosciamo che quello dei lavori pubblici è fra i pochi settori ad aver lavorato bene durante la legislatura, ma non passa inosservato il fatto che in queste settimane ci si stia spendendo nel vecchio trucco di disseminare per strada tanti piccoli lavori dalla comune caratteristica di essere tutti molto ben visibili all’occhio del cittadino elettore. Una domanda più cattiva ci viene piuttosto di farla riguardo all’Amiu: ma come fanno le amministrazioni a rendere così puntuale il servizio di pulizia e manutenzione di strade e giardini appena prima delle tornate elettorali? Quali sono le leve che consentono quest’efficientamento di lavori di natura ordinaria?

martedì 7 febbraio 2012

SVILUPPO – “Fare sistema”…sì ma quello degli altri

Aerea di Taranto.
Le recenti, rinnovate, rimostranze dell’ass. regionale ai Trasporti Minervini riguardo al ruolo dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, fanno tornare prepotentemente in auge una logica in sé ineccepibile: quella del “fare sistema”. La Regione sta profondendo molte energie per ottimizzare l’offerta di servizi e renderli più competitivi sui mercati. Nel caso degli aeroporti, da Bari si vuole che Taranto sia dedicata all’industria aeronautica ed al cargo, mentre Bari, Brindisi e ora Foggia, al traffico passeggeri, sebbene dei poli aeronautici siano presenti anche in queste due ultime città. Benissimo... ma c'è un particolare non di poco conto però, cioè che l’Arlotta è attrezzato per i voli civili e niente affatto per i cargo, che invece operano nelle solite Bari e Brindisi. Ricapitolando: a Taranto niente voli civili perché danneggerebbero Bari e Brindisi, ma ok ai trasporti cargo che però continuano ad operare a Bari e Brindisi, senza che per Grottaglie si stia facendo nulla. Ok complementarietà, ma qui c’è qualcosa che non torna. Proviamo allora ad allargare il discorso ad altri ambiti, perché qualcuno, anche a Taranto, pensa che avere un aeroporto così vicino a quello di Brindisi sia un inutile doppione, nonostante Brindisi abbia manifestato il bisogno di raddoppiare lo scalo, perché non riesce più a sostenere il crescente traffico. Parliamo di Università. Da Bari non vedono di buon occhio l’autonomia del Polo ionico, perché non sarebbe economico e rischierebbe il fallimento in ragione delle nuove disposizioni governative sul numero minimo di iscritti. Quindi università autonome per Bari, Lecce e Foggia e Taranto a “fare sistema”. Anche qui c’è qualcosa che non torna, specie se pensiamo che a Bari e Lecce sono presenti numerose facoltà a numero chiuso che non riescono a soddisfare la domanda degli studenti. Non torna neppure la gerarchia che vuole a Bari un moderno policlinico, cioè un ospedale collegato a Medicina e a Taranto facoltà che di fatto sono al servizio di questi centri. Passiamo al porto. A Bari e Brindisi il traffico merci e passeggeri, a Taranto quello industriale e, forse, quello logistico. Se si prova a parlare di traghetti o navi commerciali apriti cielo: sarebbe intollerabile in un’ottica di sistema! Non parliamo poi delle ferrovie, in cui accade che, mentre Bari strappa finanziamenti per diventare nodo ferroviario di importanza nazionale, a Taranto manca poco che ci si torni a spostare in  diligenza. Nell’ambito delle arti visive la Regione ha anche finanziato la realizzazione dei cineporti di Bari e Lecce nell’arco del solo 2010 (qui la complementarietà, in ragione della breve distanza fra le due città non è stata considerata). Nella nostra città arriviamo perfino, come successo nei giorni scorsi, a presentare in Comune la stagione teatrale del Petruzzelli…e chissà che anche sull’ipotesi di avere un teatro comunale che si rispetti non ci siano i veti dei nostri vicini. Il bello è che non ce le mandano manco a dire. Da Brindisi il presidente della Provincia Ferrarese, sin dai tempi in cui era a capo degli industriali messapici, diffidò Taranto dal pretendere i voli passeggeri a Grottaglie, dal momento che lo scalo aveva già osato ospitare l’insediamento Alenia. Il sindaco di Bari Emiliano, invece, ebbe a dire in una recente visita nella nostra città, e con malcelata arroganza, che il porto di Taranto sarebbe dovuto essere lo scalo industriale al servizio del capoluogo di regione. A mettere insieme le dichiarazioni di Ferrarese, Emiliano, Franchini, Minervini e Di Paola vari, noterete un fattor comune che, a nostro modesto avviso, rappresenta il nòcciolo di tutta la questione. Nell’ammonire Taranto richiamandola alla sua vocazione “industriale”, tutte queste ‘autorità politiche’, si rivolgono a noi tarantini e non alle nostre istituzioni. Lo si capisce dai toni usati, che scavalcano senza indugio ogni elementare forma di diplomazia nei confronti dei nostri enti locali. Sarà forse perché è proprio nei nostri amministratori, di ogni ordine e bandiera, che risiede la ben remunerata vocazione di cui sopra? Dimenticavamo! Una cosa c'è che abbiamo solo noi a Taranto e che i vicini rispettano in nome della complementarietà... le discariche di rifiuti speciali! Sì, perché quando sentite parlare di discariche di questo tipo in Puglia, stanno parlando di Italcave e Vergine a Taranto ed Ecolevante a Grottaglie, altre non ve ne sono. E volete che non pensiamo che dietro a tutto questo non ci sia un preciso disegno politico?



Segue la mail che abbiamo inoltrato all'ass. Minervini.
Usa i link presenti per i tuoi approfondimenti e per far sentire la tua voce con i nostri amministratori: a partecipare c'è più gusto, a guadagnarci è la tua città!

Gent.mo ass. Minervini,
la sentiamo spesso parlare, a proposito dello scalo di Taranto-Grottaglie, della necessità di “fare sistema”. In linea di principio siamo d’accordo con tale logica che consente di fare economia, creare specializzazioni e ottimizzare l’offerta di servizi per il mercato. Siamo tanto d’accordo che invitiamo anche lei a fare maggiormente sistema con gli altri rami assessorili, in quanto questa logica della complementarietà ci viene invocata da più parti e da tutte con uguale richiesta di subalternità. Insomma Taranto è la seconda città della regione e, in una logica di sistema, dovrebbe a volte ricevere investimenti che altrove si reputano secondari, a volte scegliere essa stessa per prima lasciando il resto agli altri. Lei potrà obiettarci che gli investimenti di tipo industriale non siano secondari, ma ci auguriamo non vorrà privarci della facoltà di decidere da noi se questi siano preferibili o meno ad altri tipi di investimento meno invasivi. Che lei e i suoi colleghi, o i nostri amministratori locali, lo comprendiate o no, a Taranto crediamo nell’enorme potenziale turistico e culturale del nostro territorio e per questa via ci stiamo rimboccando le maniche come mai prima. Non crediamo ce ne sia bisogno, ma ci piacere farle una veloce carrellata fra gli ambiti in cui viene decretata la nostra condizione di “figli di un Dio minore”. Nell’ambito aeronautico sono previsti i voli civili a Bari e Brindisi, mentre i cargo…pure, a parte le dichiarazioni di circostanza. Per il porto, a Bari e Brindisi le navi passeggeri e la logistica, a Taranto i trasporti industriali e, si spera presto, anche il ramo logistico. Per l’Università, a Bari la sede e a noi la succursale, con un numero di facoltà residuale e servizi di scarso ordine. Per le ferrovie, a Bari il nodo regionale, a noi i cambi e fra un po’ le corriere. Nell’ambito delle arti la Regione ha poi pensato di insediare, nello stesso anno, due cineporti a Bari e Lecce (qui la logica del “fare sistema” è venuta meno) mentre qui il nulla. In definitiva parliamo di “fare sistema” o del fatto che Taranto debba sostenere quello degli altri? In ultimo ci permetterà qualche considerazione di merito nell’ambito dello scalo di Taranto-Grottaglie. Lei ultimamente ha dichiarato che la soglia minima per consentire l’apertura di un aeroporto è 1 milione di passeggeri, ma non era stata Aeroporti di Puglia a confermare in 900.000 il potenziale bacino di Taranto? A proposito di economia, non le sembra un peccato non cogliere l’opportunità di attingere utenze dall’area calabro-lucana sprovvista di aeroporti? E non era stata Brindisi a chiedere un raddoppio del Papola-Casale per non riuscire più a sostenere il crescente traffico? Non sarebbe l’Arlotta la stampella ideale per Brindisi? E i soldi stanziati a livello comunitario per adeguare l’Arlotta agli standard richiesti e far partire i voli passeggeri che fine hanno fatto?

Contando in una sua gentile replica, la ringraziamo e salutiamo cordialmente
ViviTaranto
Rete di associazioni, privati e cittadini per lo sviluppo turistico-culturale di Taranto

mercoledì 18 gennaio 2012

CITTA’ VECCHIA – Addio chianche, colata di asfalto in via Duomo e piazza Castello

L'asfalto su via Duomo.
La promessa era stata chiara: in via Duomo sarebbe stata riportata alla luce l’antica pavimentazione del borgo antico fatta di chianche (leggi QUI il nostro post con l’annuncio fatto a dicembre 2010). La realtà testimoniata dal nostro Gianpiero Romano, visibile nella foto che riportiamo, però è ben diversa ed è un vero pugno nello stomaco per tutti coloro i quali amano questa città, l’Isola e la sua storia. Tanto il tratto iniziale di via Duomo, che un’area di piazza Castello adiacente al ristorante 74Cento sono stati ricoperti con una colata di asfalto che, per assurdo, è andata a coprire anche quel po’ di antico basolato che era presente in entrambi i siti. Su via Duomo è probabile che gli operai dell’Acquedotto Pugliese che stanno svolgendo i lavori, non abbiano trovato chianche sotto il manto stradale, poiché queste furono asportate diversi anni fa da quel tratto di strada, ma nell’annuncio si faceva riferimento al ripristino delle chianche fino alla sede universitaria del Convento di San Francesco, cosa che lasciava presagire prima di tutto la conoscenza dello stato di fatto della pavimentazione sottostante e, secondariamente, che, in assenza di chianche, si sarebbe provveduto a metterne in sede di nuove con pari caratteristiche. Nulla di tutto questo, solo un impietoso tappetino di catrame a coprire anche ciò che c’era di buono. Un vero sacrilegio ai danni dell’Isola, tanto che abbiamo inoltrato agli assessori alla Città Vecchia Nistri e a quello ai Lavori Pubblici Spalluto le righe che seguono. C’è dell’altro anche rispetto a quanto fu detto poche settimane fa circa la posa di chianche davanti al Municipio (leggi QUI la notizia a riguardo). Anche in quel caso si parlò di ripristino della vecchia pavimentazione e si è scoperto,  a lavori ultimati, che si trattava della posa di una fascia di pietra di Trani alla base del marciapiede davanti a palazzo di Città, cosa assai lontana dalle caratteristiche chianche che è possibile ammirare davanti alla Cattedrale di San Cataldo (volendo sperare che non si siano confuse le lastre di pietra bianca di Trani con le chianche nere del centro storico!). Ad ogni modo non possiamo permetterci di perdere speranze in alcuno dei campi che possono determinare il rilancio di Taranto, perciò l’augurio non è tanto che gli assessori rispondano alla nostra e-mail, ma che possano rivedere questa decisione davvero infelice.

Gentili assessori Nistri e Spalluto,
nel dicembre 2010 annunciaste un accordo fra i due assessorati da voi diretti, per ripristinare l’antica pavimentazione in chianche su via Duomo, ma ieri gli operai dell’AQP hanno provveduto ad asfaltare l’intero tratto iniziale della via coprendo anche qualcuna delle poche chianche che c’erano, tanto lì, che in piazza Castello davanti al ristorante 74Cento. Nel caso di via Duomo ci risulta che le chianche prima presenti siano state asportate anni fa, ma ci auguravamo che l’annuncio sottintendesse una conoscenza dello stato della pavimentazione presente o che, in mancanza di chianche in loco, si sarebbe provveduto a posizionarne di nuove e non certo che si asfaltasse tutta la zona. Discorso ancor più grave vale per piazza Castello, dove le chianche sotto all’asfalto ci sono e in parte sono anche state portate alla luce. Anche qui l’asfalto ha coperto tutto o quasi, andando nel senso opposto a quanto da voi previsto e da noi auspicato in ossequio alla storia della nostra Isola.
Vi chiediamo in proposito delle spiegazioni e di fare quanto nelle vostre possibilità per il reale ripristino, o posa, delle chianche nel nostro Borgo antico. 
Un cordiale saluto
ViviTaranto
rete per lo sviluppo turistico-culturale di Taranto